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Politica internazionale
Socialismo di mercato o capitalismo?
Nicola Bombacci 04 Ott 2010 18:54
Dedicato a coloro che parlano di restaurazione del capitalismo in
Cina.

Commentando un libro di Richard McGregor, in un articolo pubblicato su
«The New York Revew of Books» del 13 ottobre, Ian Johnson sottolinea
la necessità, per chiunque voglia comprendere la realtà della Cina, di
analizzare il ruolo del Partito comunista:
«Il nostro fallimento nel far ciò ha condotto ad uno spettacolare
fraintendimento della Cina; si pensi in particolare alla visione in
base alla quale il governo avrebbe privatizzato l’economia […] Ancora
oggi quasi tutte le aziende cinesi di una certa importanza e
dimensione restano nelle mani del governo […] Tutte hanno segretari di
Partito che le amministrano assieme ai manager aziendali. Per le
questioni importanti, come la scelta dei dirigenti e le acquisizioni
all’estero, riunioni di Partito precedono le riunioni aziendali, che
di solito approvano le decisioni del Partito […] Anche per quanto
riguarda le aziende minori, che sono state “dismesse” dal Partito, il
controllo del governo continua ad essere pervasivo anche se meno
pressante […] Le aziende si sentono anche obbligate ad allinearsi alle
politiche del governo, ad esempio ai piani di sviluppare le regioni
povere della Cina».

Dedicato a coloro che celebrano i «liberi sindacati» indiani in
contrapposizione al «sindacato di Stato» cinese.

Su «Die Zeit» del 30 settembre Georg Blume si occupa della pessima
figura dell’India in occasione della preparazione dei Giochi del
Commonwealth. Qual è la ragione di fondo del clamoroso fallimento del
tentativo di replicare lo staordinario successo dei Giochi olimpici di
Pechino?
«Decisivi sono gli operai. In Cina i lavoratori migranti che
edificarono lo sta olimpico non erano più persone prive di diritti:
nella stragrande maggioranza
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