Commenti Politica internazionale - Home page
Politica internazionale
Namib 29 Ott 2011 16:50
Lucia e Hina
Quando la vittima è "occidentale" (o comunque non straniera e/o non
islamica), il dibattito religioso e politico sulla libertà femminile non
ferve, non a caso. E né la disoccupazione femminile in Italia, e le
condizioni di lavoro e retributive delle donne (sempre ici) sembrano
scatenare i banderilleros della libertà (anzi...; si direbbe che le
lavoratrici siano "meno donne" delle altre...). Btw, una notazione:
persino l'estensore dell'articolo infra cerca (per un riflesso atavico
della nostra cultura) di "difendere l'onore" della donna bruciata viva:
"Il motivo dell'aggressione? In paese giravano voci, *peraltro
infondate*, su relazioni amorose intrattenute dalla ragazza"...

http://www.cadoinpiedi.it/2011/10/29/bruciata_viva.html
LA STORIA DI LUCIA, BRUCIATA VIVA

di Giuseppe Caruso - 29 ottobre 2011

L'incredibile fine di una siciliana di 28 anni, vittima di una vendetta
familiare. Un caso come tanti in Italia

Questa è la storia di Lucia, ma è la storia di tante, troppe donne
italiane vittime di violenze che spesso passano sotto silenzio. Forse
perché queste violenze, pur presentando le stesse caratteristiche di
ferocia e bestialità, non sono appetibili per i media italiani come
quelle che possono essere prese ad esempio di un presunto scontro di
civiltà.

Lucia ha ventotto anni e due figli, vive a Ramacca, un piccolo centro in
provincia di Catania. Una mattina dello scorso luglio, mentre usciva di
casa, è stata aggredita a bastonate da Davide Mammone, pregiudicato e
fratello dell'ex marito. L'uomo, dopo averla ripetutamente colpita
causandole tra l'altro una frattura al braccio, l'ha cosparsa di benzina
e le ha dato fuoco. Mentre la donna bruciava viva, Mammone ha preso le
chiavi della macchina dalla borsa della sua vittima, è salito sul mezzo
e si è allontanato, costiuendosi poche ore dopo ad un commissariato di
polizia. Il motivo dell'aggressione? In paese giravano voci, peraltro
infondate, su relazioni amorose intrattenute dalla ragazza, comunque
separata da circa un anno dal marito.

Lucia è ancora ricoverata in ospeale, con il 50% del corpo ricoperto da
ustioni. La sua storia però non è finita nemmeno in una breve di qualche
cronaca locale. Nessun risalto, silenzio totale. Distante anni luce dal
trattamento riservato dai media nazionali a casi simili he vedono
protagoniste donne straniere, possibilmente islamiche. In quel caso sono
direttamente i grandi quotidiani e telegiornali nazionali ad
occuparsene, con inevitabile serie di commenti politici sul fallimento
del multiculturalismo ed amenità varie.

Chi pensa che il caso di Lucia sia isoltato, si sbaglia di grosso.
Soprattutto nel nostro Sud d'Italia, si tratta soltanto di una di tante
storie. Sempre in provincia di Catania, questa volta a Giarre, nel
novembre del 2009, un'insegnante di 31 anni, Maria Rita Russo, al
culmine di una lite con il marito, Salvatore Capone, venne colpita e poi
cosparsa di alcool dal coniuge, che le diede fuoco. La donna, con il 75%
del corpo ustionato, morì dopo due settimane di agonia in ospedale.
Pochi giorni prima di questo episo, sempre nella piccola Giarre, un
uomo, Carmelo Sanfilippo, per motivi di gelosia aveva accoltellato a
morte la moglie e la loro figlia di otto anni.

Questi casi si sono registrati solo negli ultimi due anni nella
provincia di Catania. Spostandosi nel resto del Sud, se ne trovano altri
simili. Il tutto nel silenzio generale, come se il problema non
riguardasse il nostro paese e noi, ma solo gli "altri" che vengono a
vivere in Italia.
--

Namib

"Per realitatem et perfectionem idem intelligo" (Baruch Spinoza)

Risposte: 0 | Visualizza thread originale