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Politica internazionale
Namib 28 Ott 2011 17:52
Toni Negri sul 15 ottobre
Il 28/10/2011 17:38, Er pelliccia ha scritto:

> Siamo stati viziati da vent'anni di manifestazioni controllate e
> organizzate a vivere un tranquillo rito fatto di bandiere,

Beh, no, mica era tanto tranquillo; un rito sì, hai ragione.

> oh-ciao-ci-sei-anche-tu, parole, e-ora-una-testimonianza-importante, e
> successiva controversia sui numeri.

Mai vissuto così, comunque: sono un socialista asociale.

> Penso sia questo il fenomeno da analizzare: come siamo arrivati a fare
> (a pensare di fare) la rivoluzione seguendo una liturgia, non il fatto
> che la gente scenda in piazza e spacchi qualche vetrina. Immagino
> spieghi anche tutto il resto.

Boh, io non ho mai pensato che le manifestazioni avrebbero fatto la
rivoluzione; né credevo l'avrebbero fatta le BR; vivevo e vivo in un
Paese che definisce "sinistra" la capacità di moderare il *proprio*
fascismo. Spero di essere migliore di questa descrizione, ma non è che
ci conti troppo: in un mondo clanico come l'Italia, il fascismo è
"naturale" quanto il Chianti.

> E no: finché non sarà liturgica anche la violenza, non sarà utilizzabile
> da soggetti politici. In Italia la politica nasce, e talvolta muore,
> nelle sagrestie.

Appunto questo (mi pare) era il discorso di Negri (non nuovo, in lui):
la valorizzazione del "disadattamento" selvatico. Ogni devianza è una
ricchezza.
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Namib

"Per realitatem et perfectionem idem intelligo" (Baruch Spinoza)